*Quando il vino diventa colore. Il progetto artistico dell’etichetta in collaborazione con l’artista Francesco Fossati.*

“Pigmento di Vigna – Rosso Porfidio 2022” è il mio primo vino, ma non solo. È un manifesto di materia, gesto e memoria. Un’esperienza di degustazione immersiva. Per dargli forma, ho voluto che fosse tangibile ancor prima di essere stappato. E per farlo, ho scelto di collaborare con Francesco Fossati, artista contemporaneo di fama internazionale, noto per il suo lavoro con pigmenti naturali, terre, sostanze vegetali, e per un approccio che fonde arte, agricoltura e sostenibilità.

Insieme abbiamo fatto qualcosa che nessuno aveva mai tentato prima: estrarre il vero pigmento colorante dalle vinacce esauste del mio Sangiovese, attraverso una tecnica molto antica. Un colore vivo, intenso, ruvido e poetico. Il colore del vino prima di diventare vino.

Ma il gesto non si è fermato lì.

Con quel pigmento abbiamo segnato ogni etichetta, stendendolo delicatamente sulla doppia P, permettendo a chiunque abbia in mano la bottiglia, di toccare l’essenza del vino ancora prima di stapparla.

Il pigmento sarà così diverso in ogni nuova edizione del vino, poichè figlio dell’annata stessa. Negli anni si potrà avere una verticale cromatica molto interessante ed artistica, arrichendo le cantine di sommelier ed appassionati di vino e d’arte. La doppia P, inoltre, con il passare del tempo, cambierà il colore, perchè fatta di materiale vivo, lasciando all’appassionato o al collezionista un’esperienza unica e mai vista fino a questo momento.

”Il progetto sviluppato con Paolo mi ha dato la possibilità di sperimentare con tecniche antiche per creare qualcosa di completamente nuovo che cambierà nel tempo, ogni annata la sua tonalità, ogni vino la sua sfumatura.”

“Lavorare con sostanze naturali genera un processo vivo, in costante mutamento, mai uguale a se stesso, in grado di generare elementi unici”

– Francesco Fossati