C’è un momento, nella vita di chi il vino lo racconta ogni giorno, in cui le parole non bastano più. Serve la terra. Serve il rischio. Serve una vigna vera, capace di restituire non soltanto un profilo aromatico, ma una biografia. Per Paolo Porfidio quel momento è arrivato con Pigmento di Vigna – Rosso Porfidio 2022 il suo Toscana Rosso IGT, oggi per la prima volta sul mercato. Non è semplicemente il debutto di un produttore: è un ritorno.
Paolo Porfidio, classe 1989, enologo, sommelier e comunicatore del vino, è conosciuto soprattutto per la sua voce di sala: Head Sommelier dell’Excelsior Hotel Gallia di Milano, Miglior Sommelier d’Italia 2023 per Identità Golose, volto di una generazione che vuole liberare il vino dalla liturgia ingessata e restituirlo all’emozione, al racconto, alla relazione.
immediata, quasi istintiva. Al punto che, durante il nostro incontro, mi ritrovai a parlargli di un progetto personale che proprio allora stava cominciando a prendere forma. Paolo ascoltò con attenzione e, senza esitazione, mi spinse a crederci. Non con l’entusiasmo facile di chi incoraggia per cortesia, ma con la lucidità di chi sa dare valore a un’idea quando contiene una possibilità reale.In quel momento compresi qualcosa di lui che oggi ritrovo pienamente in Pigmento di Vigna: la capacità di puntare all’eccellenza senza proclamarla, di guardare lontano, di accettare il sacrificio del presente perché il domani abbia radici più solide. Se dovessi racchiudere Paolo in una parola, sceglierei intensità. Intensità nello sguardo, nel lavoro, nelle scelte. Quella forza silenziosa di chi non attende il futuro e comincia a costruirlo molto prima che gli altri riescano a vederlo.
«Con questo progetto sono tornato nei territori che mi hanno iniziato all’enologia: il Chianti Classico», racconta Porfidio. Una frase decisiva, che spiega il senso più profondo di questo vino: il desiderio di ricucire un legame originario con una terra che ha formato il suo sguardo tecnico e umano.
Ho conosciuto Paolo circa tre anni fa, invitandolo a visitare un’azienda. Ricordo con nitidezza quella primo pomeriggio insieme: una confidenza
Rosso Porfidio
Rosso Porfidio nasce a Castelnuovo Berardenga, da un solo ettaro di vigna situato a circa 400 metri di altitudine, in un contesto di suoli argillosi e calcareo-marnosi tradizionalmente vocati a rossi di struttura e longevità. Pur potendo rientrare nella denominazione Chianti Classico, Paolo Porfidio sceglie di mantenerlo come IGT Toscana, rivendicando una precisa libertà espressiva, mentre guarda già a una futura etichetta Chianti Classico.
La produzione è limitata a poco più di tremila bottiglie in questa annata 2022. Vendemmiato a mano, fermentato in cemento a tulipano con macerazione medio-lunga e affinato per 26 mesi in barrique di Allier, il vino non viene filtrato, conservando una materia viva e autentica. Porfidio ringrazia: «Alessandro Cellai per avermi dato la possibilità di un confronto diretto con un enologo di così grande esperienza».
Con i suoi 94 punti James Suckling, Rosso Porfidio ha già ottenuto un importante riconoscimento internazionale, ma il suo valore va oltre il punteggio: è un vino che unisce rigore tecnico, identità territoriale e capacità narrativa.
“Pigmento di Vigna” si presenta rubino, con espressioni di piccoli frutti rossi impreziositi da qualche nota di spezie. I tannini sono setosi, è fresco, sanguigno, si esprime in una mineralità sottotono rispetto al potenziale ma comunque percepibile, data l’annata calda e difficile della 2022. Sicuramente un lato espressivo che sarà ancora più definito nella 2023. Termina preciso e persistente.
E poi c’è l’etichetta, forse il segno più poetico dell’intero progetto. Porfidio ha scelto di collaborare con l’artista Francesco Fossati per trasformare la vinaccia, in colore. Il logo nasce da un pigmento estratto dalle bucce dopo la fermentazione: una tecnica che richiama pratiche antiche, risalenti al Rinascimento, quando la materia naturale diventava pittura, simbolo.
Questo è anche un elemento da collezione perché ogni annata avrà un “pigmento” diverso dato che le vinacce saranno quelle dell’anno di riferimento. Oggi molte etichette cercano di colpire in pochi secondi, Pigmento di Vigna – Rosso Porfidio chiede l’opposto: «in un mondo che corre, serve tempo per capire il vero significato dell’etichetta». Quasi una dichiarazione morale.
Il fascino di questo debutto sta proprio qui: Paolo Porfidio non ha semplicemente aggiunto il proprio nome a una bottiglia. Ha costruito un ponte tra ciò che è stato e ciò che sarà. Tra l’enologo che conosce la materia, il sommelier che conosce le persone, il comunicatore che conosce il potere delle storie.